masturbarmi mi tirà su
masturbarmi mi tirà giù
tanto non si dorme
come una sveglia sempre attiva nel cervello
che piacere questi minuti malati
programmo intervalli
distruggimi
spaccami
perforami
annientami
rompimi
rompimi
rompimi
rompimi il velo
rompimi l'imene e mi accenderò nel sangue
sono vergine sai
questo vuoto mi ha reso così
materiale da baccano
piazzista da baccano
io non mi conosco
obbligato dalle situazioni al giusto
cerca conferme verme
che strisci sulle vittime per mangiare
rompimi
rompimi
rompimi
rompimi l'imene per non annoiarmi
ancora qualche minuto poi sarà tutto bianco
e poi dopo qualche secondo tutto nero di nuovo
sterile come questo vuoto
sterile eccitazione per venire e basta
ATTENZIONE QUESTO BLOG HA CONTRATTO LA MENINGITE...
SE SIETE PERSONE SOGGETTE A FACILI TURBAMENTI TUTELATEVI NON LEGGETE..
SE SIETE PERSONE SOGGETTE A FACILI TURBAMENTI TUTELATEVI NON LEGGETE..
19 aprile 2012
18 aprile 2012
''Cambia Cuore''
scenderà acido
fresco caldo disinfettante acido
come un detergente sulla coscienza
a ripulire tutto quel che c'è da mentire
da omettere da rinnegare
metamorfosi
non resta quasi niente
metamorfosi a metà
scenderà acido per trasformarmi in scheletro
ossa e aria
libero
piove stasi
piovono fili tesi
a governare tutta questa mia moltitudine
di marionette
scenderà acido per trasformarmi in scheletro
sono malato profondamente nelle mie vene
dalla terra che sradica le mie fondamenta
profondamente ossa e aria
profondamente libero
metamorfosi non resta quasi niente
fresco caldo disinfettante acido
come un detergente sulla coscienza
a ripulire tutto quel che c'è da mentire
da omettere da rinnegare
metamorfosi
non resta quasi niente
metamorfosi a metà
scenderà acido per trasformarmi in scheletro
ossa e aria
libero
piove stasi
piovono fili tesi
a governare tutta questa mia moltitudine
di marionette
scenderà acido per trasformarmi in scheletro
sono malato profondamente nelle mie vene
dalla terra che sradica le mie fondamenta
profondamente ossa e aria
profondamente libero
metamorfosi non resta quasi niente
17 aprile 2012
''Sangue e sudore ho versato''
Bere mi fa male, bere mi fa bene, bere mi fa sangue. Domande fitte come pioggia cadono precipitano come raid dritti al mio cervello.
Che l'amore io l'ho conosciuto più volte ma l'ho vissuto sempre in un modo solo, sempre in totale e anarchica libertà.
Libertà di dare, di togliere, di ricevere.
Mi chiedo se esistano altri modi d'amare. Mi chiedo se il mio egoismo se la mia verità che poi puntualmente porta a mischiarsi con l'altra persona sia l'unico modo per me.
Domande di cenere da posaceneri pieni.
Sospetti, nebbia, manca poco di un mese alla primavera, l'inverno specialemente a febbraio si tinge di colori grigi e il tempo stringe, il tempo non ha tempo, il tempo non aspetta.
Sei salita su un auto, non ricordo dove dovevi andare con grande fretta, non ricordo che colore avesse la macchina, non ricordo se fosse una spider oppure una station wagon, non ricordo se avessi gli occhiali da sole oppure no, so che hai acceso il motore e davanti c'ero io, so che quasi senza pensare, d'istinto come piace a me, mi hai investito.
Ed è stato un brivido a suo modo sai. Un sospiro profondo prima di morire, quello si, mi è stato concesso ed ho visto, ho capito la mia verità, mi ha perforato e allora ho provato a fermarti, a battere le mani sul vetro, a gridare che, vedi amore sono qui adesso puoi scendere, ma il motore rombava troppo forte e tu sei partita, perchè a volte la fretta è così necessaria, perchè a volte si vive una vita che capiamo solo dopo quanto ci è lontana, io lo so che non l'hai fatto apposta, so che in fondo è stata una reazione istintiva partire, perchè siamo sempre troppo forti o troppo deboli, troppo vuoti o troppo veri è così mi hai messo sotto, quasi involontariamente, è così che sono morto è così che non ho potuto più vederti o più sentirti.
Non siamo niente sai, non contano le nostre decisioni, non contano le parole dette, i periodi vissuti e le emozioni provate, non conta niente di tutto questo, e io ora che sono morto lo so e me lo terrò stretto come l'oro se mai un giorno mi capiterà di rivivere.
E ti ringrazio sai perchè ho capito, quanto fossimo distanti dalla realtà e quanto sia importante che l'amore sia prima di tutto reale, perchè tu eri bellissima perchè tu per me eri la più bella, è solo che non lo sapevi e noi eravamo troppo condizionabili, eravamo troppo irreali.
E sono felice per te adesso che sei vera, adesso che sei reale, è solo che io sono morto e come un morto continuo ad essere irreale.
Che l'amore io l'ho conosciuto più volte ma l'ho vissuto sempre in un modo solo, sempre in totale e anarchica libertà.
Libertà di dare, di togliere, di ricevere.
Mi chiedo se esistano altri modi d'amare. Mi chiedo se il mio egoismo se la mia verità che poi puntualmente porta a mischiarsi con l'altra persona sia l'unico modo per me.
Domande di cenere da posaceneri pieni.
Sospetti, nebbia, manca poco di un mese alla primavera, l'inverno specialemente a febbraio si tinge di colori grigi e il tempo stringe, il tempo non ha tempo, il tempo non aspetta.
Sei salita su un auto, non ricordo dove dovevi andare con grande fretta, non ricordo che colore avesse la macchina, non ricordo se fosse una spider oppure una station wagon, non ricordo se avessi gli occhiali da sole oppure no, so che hai acceso il motore e davanti c'ero io, so che quasi senza pensare, d'istinto come piace a me, mi hai investito.
Ed è stato un brivido a suo modo sai. Un sospiro profondo prima di morire, quello si, mi è stato concesso ed ho visto, ho capito la mia verità, mi ha perforato e allora ho provato a fermarti, a battere le mani sul vetro, a gridare che, vedi amore sono qui adesso puoi scendere, ma il motore rombava troppo forte e tu sei partita, perchè a volte la fretta è così necessaria, perchè a volte si vive una vita che capiamo solo dopo quanto ci è lontana, io lo so che non l'hai fatto apposta, so che in fondo è stata una reazione istintiva partire, perchè siamo sempre troppo forti o troppo deboli, troppo vuoti o troppo veri è così mi hai messo sotto, quasi involontariamente, è così che sono morto è così che non ho potuto più vederti o più sentirti.
Non siamo niente sai, non contano le nostre decisioni, non contano le parole dette, i periodi vissuti e le emozioni provate, non conta niente di tutto questo, e io ora che sono morto lo so e me lo terrò stretto come l'oro se mai un giorno mi capiterà di rivivere.
E ti ringrazio sai perchè ho capito, quanto fossimo distanti dalla realtà e quanto sia importante che l'amore sia prima di tutto reale, perchè tu eri bellissima perchè tu per me eri la più bella, è solo che non lo sapevi e noi eravamo troppo condizionabili, eravamo troppo irreali.
E sono felice per te adesso che sei vera, adesso che sei reale, è solo che io sono morto e come un morto continuo ad essere irreale.
16 aprile 2012
pensiero prima di cena
è strano questo tempo, un sole timido e poi pioggia.
giù che cade che si infrange su ciò che calpestiamo
ciò che la pioggia bacia ciò in cui la pioggia trova la morte
e quanto di più reale noi possiamo realizzare
il suolo
ben saldo e sicuro sotto i nostri piedi
sotto i nostri passi stressati strascicanti o vivi e dinamici che siano
raccontami delle favole i cui si vive a mezz'aria
raccontami la notte e il mistero che contiene
raccontami danze in aria
storie di grandi emozioni
raccontami di occhi luminosi
di corpi invisibili
raccontami aria
raccontami tutto questo
ma fa che io ci creda davvero
giù che cade che si infrange su ciò che calpestiamo
ciò che la pioggia bacia ciò in cui la pioggia trova la morte
e quanto di più reale noi possiamo realizzare
il suolo
ben saldo e sicuro sotto i nostri piedi
sotto i nostri passi stressati strascicanti o vivi e dinamici che siano
raccontami delle favole i cui si vive a mezz'aria
raccontami la notte e il mistero che contiene
raccontami danze in aria
storie di grandi emozioni
raccontami di occhi luminosi
di corpi invisibili
raccontami aria
raccontami tutto questo
ma fa che io ci creda davvero
15 aprile 2012
poesia della domenica
i miei passi lenti si susseguono
si intrecciano con i passi lenti delle ombre
a cui avidamente mento
dietro di me dietro quel che resta di noi
alte e perpetue
mute come il mio rumore
mi inseguono dal basso
incollate ai piedi come due lancette del solito orologio
la paura ha la voce acuta grida di cercare un'inutile fuga
mi fermo e si fermano
parlano di pene d'amore
di albe sprecate
di tramonti senza speranza
lacrime d'oro sui giorni al cloro
mi scalda un timido sole
che illumina la mia libertà fantasma
la fame è il mio morbo
si intrecciano con i passi lenti delle ombre
a cui avidamente mento
dietro di me dietro quel che resta di noi
alte e perpetue
mute come il mio rumore
mi inseguono dal basso
incollate ai piedi come due lancette del solito orologio
la paura ha la voce acuta grida di cercare un'inutile fuga
mi fermo e si fermano
parlano di pene d'amore
di albe sprecate
di tramonti senza speranza
lacrime d'oro sui giorni al cloro
mi scalda un timido sole
che illumina la mia libertà fantasma
la fame è il mio morbo
14 aprile 2012
''Voglio la pelle splendida''
abbiamo bisogno di fare almeno una cosa terribile per riuscire a sopravvivere, molte cose terribili anzi, questa catarsi nervosa questo veleno che mi corre nelle vene che mi brilla negli occhi e si abbatte come un meteorite nelle mie cervella.
la mia città è distrutta polverizzata, cristalli di cemento che si conficcano in questo vento di niente, la mia città che con cura mattone dopo mattone sono andato a costruire sull'onda di un entusiasmo che adesso mi rende stupido e basito.
E' facile giudicare col senno di poi.
Quanto è bigotta ma vera quest'onda emotiva
E' sbagliata forse.
Sono sbagliato forse.
la mia città costruita e distrutta, che paradosso terribile e quanto c'è di vero in questo.
tu crei poi costruisci e mentre inizi farlo fai del tuo stato di libertà una gabbia che prima o poi si fa stretta e inizi a sentirla nelle costole, te le preme, te le spacca.
Un dolore cane un dolore bastardo.
io odio l'amore, odio la sua consistenza volubile, odio la sua simmetria di fatalità, odio il fatto che non importa quando ma poi finisce, odio il fatto che se ti abbandona come ha fatto con me assume un colore nero vivo che puzza di morte.
Vorrei svuotarmi questo cuore a son di sperma, sperma su di me, sperma sul mondo, un fiume denso che finito il gemito diventa freddo che si secca e si paralizza.
io odio l'amore e lo rinnego.
vorrei strapparmi via dalla pelle il mio passato, queste sensazioni, inchinarmi a un dio onnipotente e poi accoltellarlo vederlo freddamente morire e cancellarlo per sempre da me.
ho rotto un quadro e ho avuto un orgasmo nero, un sollievo.
Delicato dolce e tremendo sollievo.
Questo ''nero cristallo'' mi ha rotto i coglioni.
''Stringimi madre ho molto peccato ma la vita è un suicidio e l'amore è un rogo e voglio pensiero superficiale che renda la pelle splendida''
la mia città è distrutta polverizzata, cristalli di cemento che si conficcano in questo vento di niente, la mia città che con cura mattone dopo mattone sono andato a costruire sull'onda di un entusiasmo che adesso mi rende stupido e basito.
E' facile giudicare col senno di poi.
Quanto è bigotta ma vera quest'onda emotiva
E' sbagliata forse.
Sono sbagliato forse.
la mia città costruita e distrutta, che paradosso terribile e quanto c'è di vero in questo.
tu crei poi costruisci e mentre inizi farlo fai del tuo stato di libertà una gabbia che prima o poi si fa stretta e inizi a sentirla nelle costole, te le preme, te le spacca.
Un dolore cane un dolore bastardo.
io odio l'amore, odio la sua consistenza volubile, odio la sua simmetria di fatalità, odio il fatto che non importa quando ma poi finisce, odio il fatto che se ti abbandona come ha fatto con me assume un colore nero vivo che puzza di morte.
Vorrei svuotarmi questo cuore a son di sperma, sperma su di me, sperma sul mondo, un fiume denso che finito il gemito diventa freddo che si secca e si paralizza.
io odio l'amore e lo rinnego.
vorrei strapparmi via dalla pelle il mio passato, queste sensazioni, inchinarmi a un dio onnipotente e poi accoltellarlo vederlo freddamente morire e cancellarlo per sempre da me.
ho rotto un quadro e ho avuto un orgasmo nero, un sollievo.
Delicato dolce e tremendo sollievo.
Questo ''nero cristallo'' mi ha rotto i coglioni.
''Stringimi madre ho molto peccato ma la vita è un suicidio e l'amore è un rogo e voglio pensiero superficiale che renda la pelle splendida''
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