ATTENZIONE QUESTO BLOG HA CONTRATTO LA MENINGITE...

SE SIETE PERSONE SOGGETTE A FACILI TURBAMENTI TUTELATEVI NON LEGGETE..


23 maggio 2012

23 05 12

scendi un attimo dal controllo
aggrappati all'oscillazione
tu sei il crollo
e quello che comporta

precipitare
ferire

tetro esistere d'inferno

ho visto gocce infrangersi contro una pietra
ho visto una pietra scavata ma milioni di gocce

dove risiede il controllo non troverai mai la verità
quella che taglia
quella che scotenna

l'edilizia di impresa
le mie tasse sull'esistere
quanto mi costa questa fame

malizia e psicosi lieve
lenta che risale
verità che sei
desposta illuminante

colpevole io
pianterò le mie croci nei vostri giardini
quando voi dormite e vostri figli sognano

sarei un golgota inconsapevole
di cumuli di speranza

mentre la notte danza alle mie spalle
e il giorno aspetta le mie mani
mi accorgo di essere l'unica mia alba

ma non so se ho voglia di nascere



22 maggio 2012

La teoria del Caos

Sono ubriaco fradicio, volevo tu stessi meglio, volevo solo quello e invece niente, le mie azioni sono sempre all'opposto dei miei pensieri, è una costante. Non è giusto sai. Sono io.
Non c'è niente che non si pente in me, eppure non funziona, non funziona comunque.
Cazzo c'è di sbagliato in questo mondo, in questo modo attraverso cui vanno le cose. Porcodio che rabbia, e non posso fare niente, solo bere , fumare, bere , fumare, cercare un pò di passera insipida. Io che ho vissuto per l'amore. Io che vorrei l'amore. Io che l'ho sognato l'amore. Ho creduto in lui come un kamikaze crede in quello che lo ucciderà.
Tutta una vita in funzione dell'amore. Mi sono annullato per l'amore. Io non esisto per l'amore.
L'amore. L'amore.
Per me, per quello che mi da senso, per lei.
Dio liberaci dall'amore e saremo liberi. Dio se tu esistessi avresti una paura cane di me, perchè saresti un latitante e sicuramente ti scoverei, metterei a nudo la tua viltà e ti ucciderei, perchè tu sei un gran sadico del cazzo.
Che meravigliosa tristezza,  lei, lui, io, il mondo, il destino, il non destino, vedo tutto confuso, vedo che non vedo, vedo questa luce chiara fredda, immobile danzante, il caos etilico e le conseguenze che procura, parole a random, senza senso, tutto nasce per destabilizzare, piccolo povero rincoglionito essere umano dei miei coglioni, nenache pena mi fai, nemmeno un pò.
Sbanda e cresci. Cresci, crescere che significato volgare applicato alla mia personalità difettosa, miliardi di vocabolari, difettose espressioni, impressioni e malumori, i tuoi sguardi, razionalizzo, poi sento, poi testa china sui miei altari invisibili, servirebbe per un bisogno mal nutrito un grande gesto che a sua volta non servirebbe a niente, la brutezza della vera poesia, piegami a sorsi decisi, piegami e sarò salvo, io che non ho un fine, io che cerco sempre la fine per trovare un inizio, io solo per me, senza verità le bugie hanno le gambe corte, ingannami, insegnami a mentire, trafiggimi.
Disperatamente mio cuore senza sangue batti.

21 maggio 2012

Quando la terra trema

A volte tutto scorre via, lento decisamente lento, in un modo che le immagini e i dettagli che ti passano davanti agli occhi siano del tutto chiari, tutti inequivocabilmente distinguibili, perfetti nei loro angoli covessi, perfetti nei colori, delimitate le sfumature, ad offrire sull'altare della consapevolezza la più limpida nitidezza.
 Roma sta bruciando, cosa importa se per incendio volontario o per fatalità, questa è la somma cifra che ti chiede la libertà, questo è il mio assilante e sordo urlo che sbatte nelle pareti della mia testa, che gira come un vortice, come un tornado e non spazza via niente di ciò che può farmi male.

Pensa che eravamo tutti troppo giovani e lo siamo ancora o quanto meno ci piace crederlo,  nei nostri strati di ingenua vanità, il mio sarcasmo maschera il fatto che nella mia intimità io stia effettivamente tremando, mentre le gambe ferme e distese sul letto mi si muovono da sole e la luce oscilla velocemente sopra di me, destra, sinistra, quasi ad ipnotizzarmi mentre crollano crucce e abiti, mentre tutto il mio armadio comincia a ballare, io ho scorso oltre quegli specchi paradossali gocce di vita e verità.
Dio quanto brucia la mia saliva quando provo a buttarla giù nella gola, ho provato a parlare ma non ci sono riuscito, è atroce essere muti per condizione quando dentro si hanno così tante parole eppure avresti dovuto vedermi, ero una statua pensante e primi due pensieri che ho avuto, i primi due pensieri, i più importanti, gli unici, li ho ritrovati al risveglio.

14 maggio 2012

Futuro, medioevo, età contemporanea

Lui guardava il porno con un'attenzione e una sacralità degne di una divinità, ogni immagine assorbita da quello schermo si accendeva nei suoi occhi, quasi un fosse un immenso e radioso sole che gli illuminava la pupilla allargando l'iride fino a propri confini fisici.
Era una sorta di simbiosi, radioattiva, deprecabile agli occhi di chi non sa, di chi non può comprendere, perchè la pornagrafia per lui non era un mercato volgare, non era un utile ma  una condizione interiore, la voglia finalmente di accettare la propria natura, in un modo nuovo, in un modo sconsacrato dai canoni di verità che fin li aveva conosciuto.
Non passò molto tempo da quando si mise a cercare, a sperimentare sul proprio corpo ogni qualsiasi tipo di piacere o di fantasia che si era precedentemente negato, per paura, per pudore, per illusione, tutto in fondo è veicolato dai condizionamenti, c'è un qualcosa di minimale e invisibile all'occhio umano che ci accompagna nelle azioni e nei pensieri, una specie di grande fratello intangibile con cui lui voleva provare finalmente a staccare anche solo per pochi attimi i propri fili di contatto.
Lui si chiamava T., poi C., poi E. ma in quel momento lui avrebbe voluto chiamarsi con tutte le consonanti e le vocali dell'alfabeto o forse avrebbe voluto chiamarsi con nessuna di esse.
Peso e comprendo in maniera relativista ogni forma di assoluto, il mio canale di illusione è così saturo che ne posso solo giovare su frequenze reali.
Ci sono delle cose che accomunano il tutto e il niente. Questi due termini sono fratelli hanno delle prospettive analoghe.
Mentre quella stanza nuda e ovale si riempie di vuoto colorato, in attesa del rosso, l'idea che ho, il problema che ho è che io sono e sarò sempre un perduto innamorato dell'amore, nonostante lo veda con odio, nonostante non lo veda, nonostante le sue sporche menzogne.
Ogni qual volta lui vede una donna inizia a fantasticare, inizia a squadrarla a immaginarla nuda, disegna le sue curve sotto gli abiti, cerca di capire quanto possono pesare le sue tette sul palmo della mano, che tipo di capezzoli possa avere,se grandi e bianchi da sirena o piccoli e scuri da ninfa d'aria , quanto sia lunga la linea del suo culo, che tipo di segreto viene avvolto dalle natiche, che tipo di sapore abbia la sua fica,se sia pelosa, curata o rasata, quanto e in che modo possa godere e se mentre gode magari quando è sopra un uomo in una danza accecante mentre anche i suoi seni danzano  i suoi occhi si dilatino ed escano fuori insieme al piacere o si socchiudano e lo abbracciano il piacere tenendolo dentro.
Ogni donna che si dica donna, ha un qualcosa di ammaliante e mangnetico che la contraddistingue, un sorriso, un modo di fare, alcuni suoi gesti, alcune parole dette in un certo modo.
Poi annuso le tue mutande cerco di ricordarti, cerco tracce di te dentro me.
Ricordi biodegradabili alle lacrime che ho versato, un pò ammuffiti, un pò manipolati, e ti trovo in un modo che non mi piace.
Non doveva andare così ma in fondo è andata come abbiamo permesso che andasse, è andata come doveva andare, nessun rimpianto finalmente.
La realtà e il senso che mi ha donato questo fallimento, sono le fondamenta di questa forza matura che spinge oltre.
Io non ho un cazzo di rimpianto, ti ho bevuto tutta dalla testa ai piedi, dalla fica all'anima, ho gettato oltre di me oltre la mia immorale moralità tutto quello che avevo e sono libero, mi sento libero, per me sei una bottiglia vuota come il jack daniel's alla mia sinistra.
Sono tranquillo, sono calmo, sono vecchio, sono nuovo, ho un equilibrio diverso, sono instabile, sono fragile, sono forte, sono senza pace e mi piace.

8 maggio 2012

''E' uno stato della mente''

Ci sono stati, ci sono nazioni, ci sono popoli ma un'unica grande sovranità mutilata.
Quest'europa è un po' come la mia interiorità, ricca per concetto,in realtà così povera, così misera e disomogenea  da inquietare se stessa.
Benestante e borghese per aver sfruttato, per aver colonizzato, ciò che capitava, ciò che poteva essere sfruttato fino all'ultimo sorso di linfa.
Povera e preoccupata dai nuovi mercati, da un oriente volutamente visto come nuova potenza capitalistica e da un occidente che non è più il motore del mondo.
 Io dentro di me ho finta capitale di nome Bruxelles.
''Produci, consuma, crepa''.
Crepa e poi vivi con quello che ti è rimasto nella tua condizione di morto.
Affascinante progetto, meccanico.
Una tirannica ragnatela economica, il debito che è una condizione celebrale è come tale permette alla mia germania, alle mie banche di tenere in mano tutto.
Berlino è morta nel momento in cui è crollato il muro riprenderla non avrebbe alcun senso.
La mia vitalità è un intreccio di ruvide tensioni. Rivoluzioni spente perchè spento è questo continente.
Me ne accorgo troppo spesso.
La cura dovrebbe essere ammalarsi ma può un ammalato ammalarsi?
E' un filo di saliva che cola costantemente su un emorragia.
E quale cazzo di pretesa può avere?
Ci sono istanti però, in cui la terra trema, in cui la storia sembra non raccontarmi la pura verità, in cui la geografia conosce nuove montagne nuovi fiumi e nuove pianure, sembra ci sia ancora margine sembra ci sia ancora spazio, poi vedendo i miei occhi come inganni mi scopro imbrattato di colpa, io so che ho aperto il vaso di pandora e so che la speranza la conservo sottovuoto in freezer modificando via via la data di scadenza.

4 maggio 2012

anonima creatura fantascientifica

figlia del soldato
curato
dalla sua guerra personale
figlia ribellati
gettati al di là di quello
che adesso vedi
spezza le spade con le tue dita
affusolate lunghe
avide di vita
tiepide di bambina
con gli occhi viola

masticando la tua anima
come fosse la tua pietanza
radicata dentro me
rompi per rompere
rompi per te

sia l'universo a fermarti
se non sarai abbastanza veloce
sia un buco nero a salvarti
se non sarai pronta per la luce
che in dittatura vivi
che di dittatura regni

apri le gambe al sentiero della vita
tra le tue cosce vedrò carne
vedrò amore
mentre il tempo  che scorre
rimane silente
ermetico
dolce freddo
gelido
donna
marea
come la speranza

simone non vuol dire niente
territori della follia non vuol dire niente
la mia mente è pericolosa
se pericoloso è ciò che porto nel cuore

ma io non ti conosco
ma io non so chi sei
io non so se esisti
se un brivido  come fa con me
può portarti via
o se ti portarà a casa

se come me ti culli in ombra cosmica
tanto grande quanto grande è la via
facendo l'amore con questa morte
che delicatamente ci tocca nel piacere
e poi scivola via come gatto
graffiando quel che trova
graffiandolo
in ogni dove

un gomitolo di illusioni
un gomitolo rotolante
infinito
e un filo pesante quanto un macigno
a segnare il cammino

se un giorno ci troveremo
so che insieme uccideremo
è sarà un atto di vita
la tua fica su di me
magnifica eterna riva
di un oceano chiamato libertà

3 maggio 2012

quanto può esser vile sperare in ciò in cui non si crede più?
quanto può esser vile sentirsi vittima quando si ha una coscienza da omicida?
ho un avvocato dentro di me che mi protegge dal freddo e dal panico, funziona.
Mi costerà molto, comprarmi la realtà?
Cazzo ''spara Juri''!
''Un medicinale o una storia infernale'' chi è più morto tra di voi?
chi è più sano tra di voi?
chi è più vero tra di noi?
chi è che abita in questa casa quando credo di dormire?

2 maggio 2012

Qui dentro me

occhi, due, quattro, cento, mille, occhi giu' nel fondo di quello che so, quello che conosco, quello che tocco, quello che posso, il mio sgambetto alla realtà è iniziato quando sono nato, in inverno, stagione troppo feroce, dovrebbe essere diversa, diversamente crudele.
e' una perversione infinita la realtà che regna incontrastata nella terra dei sogni morti.
la mia moralità si sposa con la mia follia, la mia razionalità mi convice a desistere.
voglio sciupare, voglio non uccidere, voglio condonare, voglio avere il potere che non mi sono mai concesso per tornare a sentire il sapore buono delle lacrime.
il mio approccio alla realtà sarà una grande corsa tappe, sarà ripida l'ascesa e pericolosa la discesa, l'infarto è la miglior medicina che potessi avere per mimetizzarmi, rendermi simile, parlare la stessa lingua, indossare gli stessi abiti, compiere la quotidiana catena di gesti, io che so, io che posso sapere, perchè la novità è anche una grande verità che infreddolita indossa un vestito di menzogna per non ammalarsi.
''e una forza strana vuole che io sia quel che non sono e so che è per il mio bene e il bene sai è per me''