ATTENZIONE QUESTO BLOG HA CONTRATTO LA MENINGITE...

SE SIETE PERSONE SOGGETTE A FACILI TURBAMENTI TUTELATEVI NON LEGGETE..


22 novembre 2008

''Un incontentabile tristezza''

i vortici che girano in senso contrario che non inghiottono ma che spazzano via tutto dal loro centro, i concentrati dei deserti, dove il sole si specchia e vede sabbia, infinita estensione millesimale, cento giorni ripuliti dalla lavatrice, contaminati dal detersivo.
Il razionale che ti morde le caviglie, l'alta tensione e il nucleare in un gomitolo nero con cui un gatto gioca, ''donami una vacanza di pietra'' donami un vacanza di pietà ''senza memoria concreta''.
la rabbia che ti ho acceso, la violenza che ti ha devastata invasa rapita ferita.
il problema era il freddo d'inverno quello che fuori brucia tutto.
il problema era il calore all'interno quello prodotto da un carburante sempre più costoso.
insegnami a parlare ora che non sono muto ma ho l'udito ferito, la brillantezza di una '' pelle splendida '' rovinata da troppi nei e l'amarezza che cade come pioggia sulle mie città.
non ci si perde in un labirinto da preda senza cacciatore si diventa il minitauro senza preda, la cosa più preziosa e più grottesca è vedere il re mentre piange i suoi sudditi prima di ucciderli tutti.

16 novembre 2008

''Prigioniero del mondo''

''avere nel cuore un voglia d'amare avere nella gola una voglia di gridare e chiudersi dentro prigioniero di un mondo che ti lascia soltanto sognare solo sognare''

non capisci ma non importa
le tue sensazioni muovono la mia rabbia
ma non importa

la mia verità parla col vino

sai un cosa al margine ti fermi se non hai coraggio
al margine muori se non hai coraggio
il coraggio ti uccide se oltrepassi il margine

il mio giorno ha la mano sinistra spalancata e quella destra raccolta in un pugno

lo stomaco ubriaco di ieri
il cuore divorato dalla mancanza d'assoluto
le fiabe di un per sempre marcito

io in fottuto modo che non so morirò e risorgerò per sempre

15 novembre 2008

Follia indigesta

le origini insane e i vibratori pallidi di cui ti lamenti sono parte integrante della pelle che indossi

dicono che il freddo quest'anno arriverà presto
tu pensi sia già venuto
si gia entrato dentro

vedi la neve
vedi il ghiaccio
vedi il vento

in quel sonno profondo per sfiorare quel sogno che poi ti sveglia

nella notte in uno sconosciuto disperato nel tuo inferno rosa
tutto quello che ho visto sono i miei occhi spezzati

continua a godere dei tuoi paesaggi che io premo a meno cinque le unghie sulla carne

pensi sia morte?
pensi sia vita?

13 novembre 2008

Gli anelli di mia madre

madre verità perocorri il filo del midollo di tuo figlio
addolcisci la sua amarezza
madre verità fai della pietà un caldo abbraccio
annienta il nulla e partorisci l'ingnoto come speranza

tutte le lacrime sono raccolte in grandi catinelle dai mille demoni che spuntano come spunta timido il sole alla fine delle lunghe notti alle porte dell'inverno.
per i mille volti di un paese straniero sopra il suolo che ti ha sorretto da anni per i mille volti di un dio inversamente proporzionale alla fede
la fuga si paga con le stigmate sulle strade da percorre
stigmate che ti inghiottono prima di cicatrizzarsi

madre verità per tutto questo perdona tuo figlio

12 novembre 2008

Ossigeno blu

e non c'è fretta tanto lo spazio poi te lo rubano a tempo
vicino al limite appena in tempo prima di vedere

che è fango
che comunque è necessario
calpestare le mani più bianche
di chi ha qualcosa da offrire

il freddo è pericoloso ma è fatto per inventare
per scoprire come creare calore
non per ricevere ne per donare

anche la neve è in punto di morte
e furba si fa acqua che viaggia nel cielo
prima di scrosciarti nuovamente addosso

l'arte si sfalda al contatto con le carte
ma l'essere parte di un gioco in fondo è una necessità

e spingere nel grigio l'apnea
spingerla al contrario per farla cadere sui reni

se sono infesto nei miei polmoni
è per l'ossigeno blu respirato

quello che ho espirato
dentro
ha lasciato solo catrame

Strade sommerse

pioggia di per se oscena
che bagna l'età della pietra
nell'era della consapevolezza
si fa bordeaux la pietà

petali impolverati nati dal legno
e poi dati in pegno all'estetica che deforma
la sostanza e la fa forma

gli urli delle conchiglie
mute al nostro orecchio
per far spogliare i pensieri di ieri
aprono strade sommerse

gli occhi blu della notte
si confondo col suo bel volto
e vedono solo che il sole è di piombo
che ravviva solo distanze

dalla terra al mare
dal digiuono alla fame
dal malessere in essere
all'avere dal male

8 novembre 2008

''Una questione privata''

un finestrino ha sicuramente più occhi di quanti ne ho io e la fuori sembra che tutto corra veloce, il tempo per un attimo sembra non avere più valore e io galleggio con un traccia di eyeliner sul cuore nello stagno che inconsciamente mi sono disegnato, mentre tu da piccola ti fai pian piano grande e mordi il mio silenzio che è troppo duro che è troppo rigido
correre nelle terre bruciate respirare fumose distanze
in quelle stanze disperate quelle stanze gonfie di lacrime e sangue.
tutto quello che ti preme è verità
tutto quello che uccidi è verità
l'età che disprezzi e che frusti con la seta è verita
la mia dea satura si tinge le labbra con una rabbia zoppicante e confusa
memoria distruggiti o conservati che non fa differenza
le mani consolanti sono il miglior legno destinato a bruciare

4 novembre 2008

''Il quinto malumore''

Se sono in ritardo se non arrivo io, spingi fino ad affolare le vene
ti trovano bene al centro dell'anima al neon che stai scoprendo piano
como interrompi il muro?
sorrido sai di fronte alla pura verità
così pura e così tenera da sembrar vergine
non così elastica come le linee che disegnavi sulla cera calda

e sono io che al livido freno
e sono io che al livido fremo

Eleonora questo mare ha solo il peso di una goccia
in cui affondare innocenti per affogare

ti sposti a ovest commuovendo il nord
con quella forza che ha solo una grande stella
La stella sola che non ho visto mai

''MA CHE VITA MI DAI MARILENA
MODELLATA A TUO MODO DA INGRATA
E CHE PENA MI FAI PER FORTUNA CHE
FORSE NON SEI MAI ESISTITA''

''MARILENA MAI ESISTITA''

1 novembre 2008

''Poi muio anch'io entrando in te''

Quattro passi al buio quattro nel silenzio tre nel rumore appena due nel volgare, ''tav.olo sorreggi la mia pena'' altrimenti cadrò con lei, vino anestetizzami culla la mia stanchezza addormentami.
loro non sono come me e neanch'io sono come la porcellana.
E' come se ad un tratto il deserto fosse pieno di ombrelloni le pozzanghere fossero divenute posti di villeggiatura, le aggressioni del turismo si siano fatte più forti siano diventate cemento, e quando poi me ne sono accorto e nato un terremoto
Mi chiedo ancora cosa ci fanno li.
Cosa sanno
Libri inclinati e un piccolo salotto di vetro si fa presto a rovinare tutto con la polvere che si alza ad ogni piccolo movimento, l'intimità non si fa toccare dalla mie mani più fredde.
Se ribaltassi ancora al contrario avrei ferite enormi da disinfettare col sangue di dio ed io uccido solo per me.