ATTENZIONE QUESTO BLOG HA CONTRATTO LA MENINGITE...

SE SIETE PERSONE SOGGETTE A FACILI TURBAMENTI TUTELATEVI NON LEGGETE..


13 giugno 2013

L'ultima sigaretta della notte


È fiamma meccanica che ti da vita
ma è la mia stessa vita che ti nutre
ciò che attraversa il respiro
è un flusso di fumo ingiallito
che dall'interno delle dita ti accarezza
e ti porta dentro me
risucchiata avidamente
come bocca di bimbo mi nutro al tuo seno di madre
come ossigeno come aria vitale
aspetto di esalarti
quanti pensieri si mischiano con te
tu ti che ti consumi calda
nel Cocito della mia anima
e da lì riaffiori pulsata dal cuore in ogni dove
tu bruci e lentamente ti spegni
in simbiosi perfetta la tua morte
accende i miei ultimi passi verso la stanza del sonno
lasciandomi un gusto secco ed aspro
lasciandomi domande che mi infettano
senza toccarmi

 

12 giugno 2013

''Tutti giù per terra''


Esistono tempi per tutto. Meccanici ordinari e metodici. Imprevedibili, maledetti e stupefacenti.
Tempi veloci, tempi lenti, frammenti, porzioni e interi universi, il tempo ci soggioga, divide in violente fazioni le nostre costellazioni di pensieri, qualche secondo e a volte tutto cambia, un amore si spacca, un cuore si ferma, un figlio rimane orfano, una donna diventa uno spettro, una persona muore.
Quello che è certo è che il dolore mi purifica, orribilmente mi fa sentire vivo. Sono il fuoco e le fiamme che danno luce al sole e quest'ultimo brilla in uno sterminato e buio universo.
Cosa sarebbe l'eterna luce senza l'eterno buio, niente.
Le due facce della stessa moneta sono perfettamente antitetiche e simmetriche, coniate per dare un valore unitario al freddo pezzo di metallo.
La verità è che ho imparato ad accettare la verità, anche quando si presenta come una sodomia che si consuma nello spirito di ogni persona che ne è uscita viva.
Così in questi momenti di matura inconsapevolezza riesco a scovare una piccola alba dentro un tramonto stanco che si appoggia sul crinale del monte.
Non voglio più recitare a memoria nessuna parte che mi sia stata ritagliata, per quanto conforme e idonea ad ogni mia caratteristica, io scelgo la vita, scelgo la morte, scelgo di non scegliere, scelgo me.
Mi rimbomba in testa la tua voce strozzata accompagnata da un'espressione potente, c'era una tale unione di linguaggio che potrebbe aver dato vita ad un quadro surrealista sulle possibili sconfinate vie dell'essere intrise di disperazione, paure, stati di agitazione e coscienza dello smarrimento a cui ci obbliga la vita.

 

E poi un tremore sottile
una scossa avvertita fino al profondo
che sradica me stesso dalle proprie fondamenta
dissolve l'acido sopra cui cammino
e proietta il mio spirito oltre il profumo del freddo
E sono foglie alberi campi sterminati
di fronte a me che chino su di loro
ringrazio ogni essere vivente
ogni singola creatura
che crea energia
che poi in rivoluzione totale
libera in aria
l'identificazione della speranza
rafforza anziché distruggere la mia facoltà di sentirmi vivo
ringrazio questo scorcio di verità
che non ha niente a che fare con ciò che mi opprime
per essersi rivelato senza farmi male
intimamente male
intimamente
io gioisco di me

19 aprile 2013

ACCIDIA

Esistono giorni in cui il sole si fa nero
in cui la mia cupa lucidità si fa forte
più forte di quel che bevo
più vera di quel che credo

giorni in cui esistere diventa resistere
giorni che ti risucchiano nello stomaco
dove anche la morte si piega
al nulla feroce

le mie lacrime di sale d'acheronte
bagnano le sponde e poi si fanno lago
in ciò che ho che avevo e che avrò dentro
in un costante declino dall'incedere fermo

immobile costretto  nel medesimo punto
interno in cui ero
non so più dove sono

21 gennaio 2013

Terra di stupri, terra di niente


Adesso che ho la febbre, provo ad aprire gli occhi, provo a guardare al di là di questa cella illuminata dal neon, offuscata dalla condensa sul parabrezza di questa mia vita che in qualche modo si trascina tra le vie di questo paese, avaro di gioia e ricco di pioggia.
In quei pochi secondi in cui mi sono voltato ho ascoltato la velocità dei tuoi movimenti mentre scendevi i gradini, quei piccoli rumori, come i passi di un un paio di decolté su un pavimento di cristallo,  poi ho avuto il coraggio di guardare il tuo vestito color rosso sangue che avvolgeva la tua figura slanciata e proiettata nell’universo.
Ho provato a cercare, ho indugiato, ho capito.
Io inchiodato ad un bicchiere non ho mai smesso neanche per un secondo di fissarti. Sarà il mio costante stupore alcolico, sarà il fatto che brindo al più sano e costruttivo nichilismo per liberarmi dalle torture e dalle paranoie che la mia mente in modo ingenuo e geniale progetta e si costruisce in nome di un mondo migliore in cui far rinascere la mia anima.
C’è qualcosa di dolce nella sconfitta, qualcosa di morbido e seducente e ora come ora so che la sua lama non può farmi male, intimamente male.

L’orologio batte le ore, il fossato si allarga, non c’è un modo giusto per morire ma neanche uno giusto per vivere e questo nel mio personale mondo malato è una piccola felicità.

24 ottobre 2012

poesia del martedi

In un supermercato per rinascere
per comprare l'utile per guardare il superfluo
alla cassa per finire
per pagare tutto
per spendere ciò che bisogna spendere
flotte di persone che deviano i loro percorsi prestabiliti
in cerca dello sconto
in cerca della novità

un carrello metallico basta per contenere tutto
quasi una gabbia aperta verso l'alto
una gabbia che si muove con me
una prigione inventata dalla finta libertà degli scaffali
profuma di pane ha il gusto del quotidiano

se poteste vedere ciò che vedo io
se poteste annusare questa plastica bruciata

ci sono giorni in cui si può pensare di evadere
in cui si può pensare di cadere e forse rialzarsi 
in cui poter fare progetti strategici per contenere il respiro
per poi liberarlo e dare ossigeno ai nostri piccoli organi

il potere d'acquisto ci rende umani 
inconsapevolmente umani
telecomandati dall'interesse per le etichette

il martedì ha una memoria latente 
che brucia ancora di inizio 
che ha in mente la fine
ieri l'altro ieri mentre l'indomani saremo a metà

percorso viaggio che importa
prendi e getta via l'involucro

il martedì è ancora presto per tutto
il secondo giorno dopo il confine
col sesso che si srotola tra le vie
tra le cosce scongelate al microonde
puttana e banconota
saracinesca di carne al risveglio
senza latte ne alba
sperando in cuore nuovo 
sperando in un giorno migliore



13 settembre 2012

''And I guess I just don't know''

Cosa ce ne faremo di questi di nei
che scivolano tra le rovine degli dei
di quella vanità disposta come un esercito
che esaltiamo quando qualcuno si arma dentro di noi
che esaliamo come fumo di sigaretta
ad ogni minimo cenno di verità

chiederemo all'acqua di riprendersi
tutta l'acqua che è dentro di noi
perchè è un veleno potente
ad accarezzarci i piedi
che scivola fra le loro dita
come un serpente narcotizzato
la paura del morso è l'unica cosa che resta
è un nodo di adrenalina impazzita
la mia logora speranza

7 settembre 2012

Promozioni di Settembre

odio il controllo e la razionalità
ne sono vittima
ne sono fautore
io orologio analogico
di quell'ora d'aria che si ritaglia
un suo spazio tutto suo
quando il mondo dorme o finge di morire
io cuore di questo cancro 
di colore neve di colore bianco
abusato e depredato dai colori 
poi lasciato scolorire
come una pianta che a primavera
perde tutti i suoi fiori

nell'indifferenza del mio mondo
cerco una libertà suicida
perchè ci sono lacrime che uccidono
lacrime che ti graffiano il viso per sempre
lacrime che ti impiccano gli occhi
e ho dovuto accettare di imparare
ad accoglierle dentro di me
in una stanza buia per non vederle
ma al respiro non si mente
al respiro non si mente