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15 gennaio 2012

Storia di un coglione

Penso che un modo non esista, un modo per scivolare via lontano da ciò che mi reprime, da questa gabbia che non so spezzare di cui non conosco il crimine che mi ci ha condotto ne il mio carceriere. Questa gabbia desolante questo senso di infezione.
Vorrei rivivere quei momenti magici con te amore, adesso che l'inverno ci caccia da qualsiasi possibilità di calore, ci calpesta con i suoi candidi e tetri fiocchi di neve.
Vorrei riempierti quel vuoto che ti sta risucchiando ma non trovo il modo, non ci riesco.
Io non sono reale non amo la realtà.
Io sono reale e vivo d'illusioni rotte.
Io sono un romanzo lasciato a metà, un libro di poesie mai pubblicato, una decina di canzoni stonate un amore eterno ed eternamente rovinato.
Invece no.
Io sono un lavoro di merda, sono un mutuo, sono responsabilità. Sono parte del nostro dolore.
Avrei dovuto diventare pazzo quando ne ho avuto la possibilità, quando l'ho accarezzata da vicino la magia della follia.
Vorrei sapere perchè sono così tremendamente coglione.
Ho bisogno di ricette per imparare a vivere bene.
Questo è un post da bimbominchia.
Buonanotte a me.

6 gennaio 2012

06 01 12

polvere di stelle spente
su di noi
per sempre

le nostre dita paralizzano le nostre anime

presenze ricorrenti
presenze come presentimenti
come sentimenti morti

ci rincorrono
feroci
forti
mascherate

si nascondono davanti alle nostre albe

nascondo un pugno di lacrime da donarti
a te sconosciute
che raccolgo ogni mattino sul mio cuscino

vorrei un iniezione letale di illusione
vorrei un iniezione letale di illusione

11 ottobre 2011

poesia delle 11

cerco la luce delle case
l'imposizione dell'esistere
ad ogni costo
il verbo che naviga nell'inferno
io non ho
io sono
io ho
io non sono
io particella che vibro nell'aria
mi nutro di fame
la mia consistenza fredda
si nutre di me

10 ottobre 2011

Ottobre

gioco con le mie forme di pietra
loro che restano sempre uguali fedeli a se stesse
lievito della mia immaginazione
gocce dolci del mio mare

allontano la mia mente da questa realtà
d'afanno d'aria rappresa e di inganno
mentre tu piangi impassibile
cavità malata ingorda d'anime altrui

l'impossibile è quanto leggo nei tuoi occhi
che tu sia spada affilata per mutilare i raggi di questo sole d'ottobre
mentre splendi dentro un me morente
semplifichi la strada e la illumini d'ombre

consumandomi come un pasto raro
come polvere abusata dal vento che ricade sulla terra
in fondo ho ancora posto per i tuoi divini avanzi

15 settembre 2011

Cover my immagination

La maledizione della vita prima mi sfiora, poi, seduta con eleganza su una poltrona di pelle nera, mi afferra, sarebbe bello sentirsi così veri fino ad impazzire in questo mondo così limitato e così limitante.

La verità è che sono arrivato ad uccidere per un sogno, ho cancellato il mio nome e l'ho pulito e l'ho riscritto in mille modi, cambiare e mischiare le vie per tornare sempre a casa, al caldo dolce tepore, le nostre tracce, quelle tracce di sangue, di sputo e di anima, si muovono ancora, vivono da quando le abbiamo create, sapendo di muoversi inconsci, calpestando solo terra.


you cover my immagination with my head

let my immagination in my hands

you cover my warm sadness with the rain

if the pain is the door to feel

my love must heal


Ognuno ha ciò che si merita dicevano gli antichi


La storia deve essere, ha bisogno di essere, riscritta

24 agosto 2011

Alba senza nome

Solo uno sguardo ubriaco è capace di far cambiare il mondo
nutrito dalla sommessa gratitudine a quei rari e preziosi frammenti di felicità
nella nostra ingenua consapevolezza di diversità
da quella massa forte e compatta troppo morta e rotonda
nelle porte chiuse celebrali
nelle nere finestre ragionevoli
affrontare la notte non sempre significa vedere l'alba
e che alba sia un incubo caldo
e che alba sia un gelido viaggio
agli antipodi dell'eterno bisogno
di tornare a casa
mio dio in questo luogo rotolante
stringimi forte quando ti volterai verso lo specchio

12 agosto 2011

Libertà

la libertà è una coperta oscura
viva tenace calda oppiacea e insicura
costantemente presente
è il condizionamento cosciente
prigione satura che ho dentro
acerbo frutto
raccolto in estate ma consumato in inverno
vittima morsa da vipera
come carnefice di medicina
reale che tange l'ideale

e ideale che muore di saggezza
ribelle alla rivoluzione
e rivoluzione contro ciò che è rivoluzione

sapiente ma avidamente leggera
rettile sottoraneo
conformista
paura logora che urla
conformista
che cadi d'innocenza
che tu sia tu
che tu sia me
che tu possa tollerare
ciò che hai capito per sempre