ATTENZIONE QUESTO BLOG HA CONTRATTO LA MENINGITE...

SE SIETE PERSONE SOGGETTE A FACILI TURBAMENTI TUTELATEVI NON LEGGETE..


7 gennaio 2008

''Zenith''

Anno nuovo, rivoluzione. E' cambiata del tutto la mia vita e lentamente sto cambiando in parte anch'io. Tu non ci sei più del tutto e dopo tanto dolore sinceramente adesso la vivo come una liberazione.
Sono stanco di zoppicare su me stesso, adesso è venuto il momento di ripartire veloce di rompere i margini della mia vita. Fingere e attingere forse. Ma non importa.
Anno nuovo vita nuova. Sono pronto e anche abbastanza ottimista.

Buon 2008 a tutti

28 dicembre 2007

Confusione

Sentirsi derubato da voi. Non riesco più ad essere libero di essere con te. Non ce la faccio. Stavolta esco per un po’ e poi vedremo. Gli alberi al buio, nell’autunno le foglie vivono solo vicine alla luce.
Fotosintesi. Quanta clorofilla, dimmi quanta, il lampione è color ambra e lo foglie sono gialle. Nascerò di nuovo a primavera. Speriamo di non doverla aspettare troppo. Che importa con chi. Quello che vedo è l’elettricità che scintilla sotto i miei occhi vigili, i vostri occhi.
La morsa stringe, e non ho paura ma così non ha senso, sono legato mi avete legato siete più forti del mio volere, del mio sentire e non fate niente. La mia testa che viaggia nel buio. Il mio cuore che pulsa buio. Ti voglio bene. Ancora troppo.
Potevi fare tanto potevi fare troppo. E non l’hai fatto. E non ce l’ho con te. La tua verità sta cambiando lentamente solo tu non te ne accorgi ed io sarei solo un tampone.
Credo nelle tue parole. Ma mentre le dici perdono forza. E non sono applicabili.
E poi natale senza neve, natale bianco di polvere. Che tristezza enorme che fa.
La polvere sulle sigarette.
È morta una ragazza di 23 anni ma la festa deve andare avanti. È morta d’infarto. Bere ancora.
Vi voglio bene ragazzi nonostante tutto, spero non cresceremo mai. E poi magari lui ritorna, con la chitarra. E i tuoi occhi sono diversi. Più lucidi. Più profondi. Dovrei odiarti ma non ti odio. Anzi, magari suoniamo.
E quale futuro e quale furto. Inadatto e inabile. Ti fai sentire e poi scompari per ritornare.
Vedo solo corteccia e buio. Voglio un mondo verde voglio un mondo vero.

20 dicembre 2007

Impressioni senza battito

entrare, nella vecchia porta
nella porta aperta
ci siamo seduti sulla polvere
ci siamo seduti sulla polvere
scaldandoci gli arti inferiori
scaldandoci gli arti interiori
ma il fumo buono non è fuoco
ti ricordi della neve verde?
prima della discesa nella nebbia
andare adagio per non morire nella nebbia
un tempo siamo riusciti a volare
volare e graffiare
come i gatti inverosimili
come negli amori impossibili
colorati di nero ed arancione
poi d'autunno tutto si fa più freddo
ed occorre migrare prima del gelo
riesci a volare o solo a correre e camminare
adesso in tavola non c'è più vino
non esiste più carne
scorgo solo aceto e acqua marcia
nella stanza che sembra più vuota
nella stanza derubata dal battito

18 dicembre 2007

''Aspettando godot'', aspettando natale

Parole tristi, occhi morti cuore sull'altare pronto per l'ennesimo sacrificio. Patti Smith che ci aspetta in una chiesa. Scrivere un post con le mani che ti tremano con lo stomaco che si ribella.
Una signora che ci regala due biglietti. Tu non ci sei ed è la prima volta che mi fa così strano. Entriamo in chiesa, era molto che non ci entravo. Era da un funerale e anche se è brutto da dirsi quel giorno mi sentivo molto più a mio agio di poche ore fa.
Patti Smith sale sul palco o meglio sull'altare o meglio ancora vicino all'altare, non ho mai visto dare tanto amore a un pubblico a un ambiente come quello che riusciva a dare lei, con la sua parlata inglese bellissima, con il suo modo vitale, con le sue canzoni. C'era tantissimo amore nell'aria e il mio disagio era inquietante. Occhi lucidi, tristezza profonda, dolore.
La tua gioia senza me è una dipendenza. Così leggo in un e-mail. Non puoi vivere senza di me. Leggere un post e correre in bagno disperatamente. Quale strazio, quale croce, dove posso morire. Per favore per un istante almeno. Fare all'amore col dolore, come fare all'amore con un violoncello. Vorrei non aspettare più godot che tanto non arriverà mai, vorrei non arrivasse neanche natale.
La gente è più buona. I negozi sono più affollati, i preparativi per la festa, i preparativi per le cene e per i pranzi, i regali.
Le persone intente a fare l'albero, gli addobbi, mia madre che quest'anno vuol fare anche il presepe. Io che muoio nel buio di questa odiosa camera, nella mia camera, nella mia casa, nella mia famiglia. Dove tutto quel che è mio sono solo io.
Sognare di andare a bere del buon vino con de andrè, sognare di parlare di percorsi interiori con de andrè. De andrè è morto.
Il dolore nella carne, il dolore dello spirito.
Tutto l'amore di quella chiesa, tutta la mia inadeguatezza, questa notte non finirà molto velocemente. Questa notte non finirà mai.
La salvezza, la beatitudine, Patti Smith e Giovanni Lindo Ferretti, percorsi interiori, serenità solari. La mia invidia crescente, ne vengo divorato.
E mi chiedo se davvero il mio peccato sia la sincerità e l'ascoltare quello che c'è al di la del mare, sfidando il male, frammenti, detriti, pezzi di vetro, cosa scorre nelle vene. Un organismo senza arterie. Sono inadatto lo sono sempre stato e non ho mai chiesto niente. A nessuno.
Non ho mai chiesto amore, ne ho avuto sempre un bisogno estremo, la libertà nelle catene. La felicità assoluta. La dimensione estiva. Il tempo che corrode tutto. Tu, il tuo post, l'odio, il dolore, nuotare nelle parole. Non ho mai chiesto niente a nessuno. Non ho mai chiesto di nascere.
Confusione, il mouse che si illumina di rosso, che s'illumina ad intermittenza, come a ricordarmi che sto sanguinando, confusione, come a trasformarsi in una spia pericolosa.
Doveva nevicare oggi, non è sceso neanche un fiocco di neve, solo vento freddo, oggi, lunedì, il giorno sbagliato. Natale senza lavoro, lavorando senza occupazione, aspettare venti minuti per prendere cinquanta euro. Ne volevo solo dieci, volevo fossero miei però senza chiedere niente.
Farsi la doccia con l'acqua fredda. Sta arrivando natale, non amo, non mi amano, vorrei spegnere tutto e farlo riaccendere da una persona che venga per me con tutta la cura e l'amore che può, senza chiedere niente, e amarla con tutto me stesso senza che mi chieda niente. Avrei voglia di esser riempito di purezza, da qualcosa di limpido e non contaminato. Ma continuo a sbagliare, continuo a chiedermi di nascosto il perchè. La verità è un bisturi che ti apre senza anestesia. La verità è una malattia, pericolosa, che ti contagia e diventa cronica.
''Incubo numero zero'', natale di solito comincia sporco. Ho paura. Ho freddo. Ce la faccio. Anche se sono troppe tutte queste cicatrici, tutte queste ferite per perdonare non si sa nemmeno cosa, per non cadere giù dritto all'inferno. E quanto mi hai tradito con la tua lingua, con le tue labbra, con la tua mente e con i tuoi sentimenti. Muta la verità e quanta paura. Ma dormi serena e pò triste adesso che sei tornata da Bologna e purtroppo non sono contento per la tua gioia. Ma credo che un domani lo sarò. Il tuo post, i tuoi ti voglio bene, i miei occhi perdutamente persi nel buio di una galleria. La telefonata che non vedrà la luce. Tutto senza senso, confusione, disordine, disamore e non c'è nessuno, parole come fumo e ho paura, ho freddo ma ce la faccio. Vedi, guardami, vedi come si muore amore, ma ce la faccio, ma stai tranquilla che ce la faccio.

17 dicembre 2007

Nel vento

Gli anelli delle catene, ruggine ed incenso
cos'è che manca nel buio se la luce è stata disintegrata
memorie e materia, vitalità dolenti
i viaggi introspettivi nel calore di un abitacolo
paesaggi industriali, terre rovinate dalla natura stessa
cos'è che manca all'amore e non alle persone
i bagliori che annegano nei vapori
delle nuvole pesanti nate dall'acido evaporato
che si sostituiscono a stelle rarefatte
nel gelo degli addobbi con stelle artefatte
colori elettrici, luminosità glaciali e artificiali
aspettando la notte scacciando via la morte
forse tutto questo è ineguaglibile come il celeste
nella voglia di dominare nella vanità cieca
i martiri della libertà sono i primi ad uccidere
l'unica entità energetica adesso può essere solo il vento
e non c'è nessun rumore adesso c'è solo il vento

13 dicembre 2007

Untitled #2

Gelo ovunque, ma ci divertiamo a bruciare il fuoco
respirare d'illusioni, nei segreti svelati
non ho niente di nuovo da dire ma lo so dire bene

scoprendo tutte queste distanze
tra gli occhi e i sogni

non ce ne accorgeremo
non vogliamo e non ne abbiamo bisogno

e se un giorno la realtà sarà troppo forte
cadremo sui nostri vetri rotti

e da svegli sperando di avere sempre
le vesti colorate di verde
ci rimetteremo a sognare

non possono uccidere
non possono uccidere
ma dobbiamo stare attenti a non morire