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SE SIETE PERSONE SOGGETTE A FACILI TURBAMENTI TUTELATEVI NON LEGGETE..


14 ottobre 2007

"Non ho niente dentro perchè dentro ci sei tu"

Che cazzo succede? non lo accetto e devo accettare. Essere fondamentali per cinque anni e poi non esserlo più di colpo o lentamente cosa importa ormai. E mi sembra tutto così paradossale e tragico, scappi via da me perchè vuoi di più e vai dove sai che non potrai prendere quello di cui hai bisogno.
Ma se è verità libera dal fottuto buon senso lo accetto.
E forse sto diventando anche troppo paranoico.
Debole triste orrendo rotto stanco e troppo paranoico. Ma "la tua assenza è un assedio" ed è passato così poco tempo dalla rottura che già hai fatto terra bruciata di me.
Poi non ho uscite di sicurezza, non ho gli estintori e chissà dove cazzo sei e con chi cazzo sarai.
E stanotte ho dormito due ore e non sono per niente stanco e continuavo a raccontarmi le belle favole come faceva la mamma quando ero piccolo, di noi sotto la pioggia e la neve abbracciati a cercare il sole.
E le tue labbra, le tue labbra che mi hanno fatto innamorare, che mi hanno portato all'estasi del piacere e che mi hanno dato l'addio, vorrei che fossero qui ora a riscaldare questo clima di ottobre che sembra un inverno russo.
Il cervello che ti vuole lontana non ha barriere e non può niente contro il cuore, contro il mio sentirti contro il mio sentire che mi sta facendo marcire nel niente che mi circonda, e sono profondamente sbagliato, non dovrei seguire l'irrazionale ma non ho scelta.
"ma quale orrore quando mi accorsi di averla punita prendendola a martellate quale orrore! ma quale orrore! che mostro sono?" e non avrei mai voluto farlo avrei dovuto farti felice in qualche modo per non essere accostato al dolore, perchè non mi vedi perchè è come dolore che mi vedi.

12 ottobre 2007

"Eri malata? oh ape regina divina e dorata"

La neve sopra il tuo viso nasconde
I dettagli di sommessa costrizione
Se la carne si nutre di carne ora ti chiedo sangue

Quando si incendieranno le strade e tutti i percorsi che portano al mare
Quando violenteremo i pezzi di tempo e i pensieri che portano a noi

Non sarà cosa c’illuse ormai
L’inquietudine regna sovrana

Sai che per scelta o per sfiducia
I nostri automatismi sono impossibili ora

E sentire il vuoto e sentire l’ira
Quella che cambia spoglie e diventa intrinseca allo spleen
E distruggere la roccia dove eri stesa senza veli
Regalandoti i suoi frammenti insieme a quelli della mia rabbia

Vedrai vedrai mia bellissima bambina malata
Quanto sarà forte il mio cristallo sul tuo fallimento
Quanto tutto sembrerà pulito e forte dall’esterno

‘’eri malata? oh ape regina divina e dorata’’
‘’eri malata? oh ape regina divina e dorata’’

3 ottobre 2007

''Questa la fine''

Ma dove sei, ma dove sei e più forte lo urlo ma dove sei, ma dove sei, ma dove sono e che cosa significa vivere sopravvivere o non vivere, quando la chiave per la porta più misteriosa trova senso nel non senso compiuto.
E sicuramente sei la ragazza più tossica che ho conosciuto per inalazione, ingestione e contatto, sei entrata in ogni respiro, da ogni papilla e da ogni poro, dall’esterno all’interno dalle appendici al centro.
Ma ‘’questa è la fine cara vecchia amica la fine metà poeti maledetti metà belle statuine’’.
Fossero state prigioni indorate, lussurie di diamanti, cento e ancor cento orgasmi nucleari tutto sarebbe stato incorporato in te, tutto strisciante intorno ai tuoi piedi così piccoli, tutto sarebbe stato sottomesso alle tue mani ancor più piccole e troppo tenere per essere sporcate da qualsiasi cosa a parte te stessa.
‘’La vergine uccide il serpente mentre dorme’’ ricordi?
‘’La vergine uccide il serpente mentre sente’’ ricorda!
E passare la mattina ed il pomeriggio a controllare se il cellulare è vivo.
Ed è assurdo che ti abbia detto di non sentirci quando è la prima cosa che vorrei.
Ma ripensandoci tutto va secondo copione tranne il tempo che passa più lentamente.
La vanità, l’amore puro per noi stessi sconfiggerà chi saremo e chi siamo stati, ‘’vi mando nel mondo come pecore fra i lupi’’ , vi sbraneranno, vi sacrificheranno brucerete nello stesso rogo in cui avreste dovuto ardere fino al sangue.
E di sangue vi bagnerete sporcandovi le anime, infetterete le ferite per l’amore che disillude i sogni, essere ostili all’amore freddo, sopportare l’alcol e tutto il suo peso ed era tutto blu mentre c’eri tu in piena come la violenza di un fiume che straripa, tutto bagnato di colori con una scala che va dall’blu all’indaco sospesa nel cielo e nella terra del paradiso che ho conosciuto.
Ma adesso attendiamo di svuotarci mangiando ciò che di buono ci danno, che dannarsi, uccidersi e rigenerare virus degeneranti è il peccato che ci ha reso colpevoli e aspettiamo ognuno nella propria cella la pena che meritiamo e che ci siamo guadagnati, quella capitale.

29 settembre 2007

Misia decide di morire

Non capire come puoi non capire ancora
La luce ci sveglia ogni mattina
Per poi lasciarci dopo il tramonto
Quando scende la notte
Scura e meravigliosa
Col suo morbido tappeto di stelle
Con la luna a far da regina
Che si prende gioco di noi
Calpestando tutto ciò che è sano

Misia scende giù in cantina, l’impianto elettrico è guasto, non si vede niente ma non le importa,
Misia non ha paura del buio, non più; apre la porta, cerca nella tasca dei jeans l’accendino per fare un po’ di luce, vuol vedere, vuol vedere bene il luogo dove morirà.
Cercando trova su una mensola una candela, la accende e adesso Misia vede ancora meglio, Misia ora, vede veramente tutto
Si spoglia, resta nuda, inizia a masturbarsi con la mano destra mentre con la sinistra apre la confezione degli psicofarmaci che il medico le aveva consigliato e li scioglie nella bottiglia del suo vino preferito il nobile di Montepulciano, vino rosso, vino scuro, forte, inteso e passionale, vino pieno d’amore.
Misia adesso ha entrambe le mani libere, si tocca ancora, con più forza con più passione, vuole strapparsi il piacere dalla pelle, sta bruciando, inizia a bere il vino che si è preparata con tanta cura e capisce, mentre gode, mentre trema, mentre sta male.
Misia capisce, Misia gode, Misia muore.

21 settembre 2007

Le nostre carceri

Mille volti spenti, mille condizionamenti, sono troppo suggestionabile e rinnegare “rinnegare i padri le madri le bocche e gli stomaci”.
Quel che sono, ‘’sono quel che sono e per questo disattendo’’, sono quel che sei, costretto, consapevole, tortura perenne e la lucidità di massa che mi fa il solletico sotto i piedi e quasi me li stringe per non farmi volare e precipitare.
La verità che si nasconde dietro i vicoli stretti e pronta ad aggredirci ma lo so che posso violentarti solo io e non mi preoccuperò troppo se mi vedrò in prima pagina su tutti i tuoi giornali interiori di cronaca nera se sarò nelle carceri più fredde e buie perché sono e siamo così liberi da costruircele da soli le nostre carceri da malviventi col male di vivere e labbra sempre assetate d’acqua ossigenata e vino rosso al bisolfito.

16 settembre 2007

Il mostro del miele

Muovi i nostri corpi, rapide carezze sfiorano la carne fredda della donna senza sangue,
noi non ti temiamo, tanto già lo sappiamo che potresti spazzarci via.
Scivolare dentro di noi, corroderci gli stomaci, spezzarci il cuore e coprirci gli occhi con il fango che calpesti quando ci cammini dentro.

Sai che la paura non è così nera come diceva la mamma quando ero piccolo?

Cucire sulla pelle un sentimento di fiele
Come puoi paragonarmi a ciò che vorresti?

Ho uno specchio nell’armadio la cui luce
Mi conduce nel luogo dove sono stato ferito dal tuo miele

E adesso
Il mostro del miele
Il mostro nel miele
Il mostro per miele

Sono io

9 settembre 2007

"Mutilation Is The Most Sincere Form Of Flattery"

‘’la mutilazione è la più sincera forma di adulazione’’ ed io ti adoro da morire ma solo col cervello adesso, ed uso il mio bisturi migliore a cui lucido la lama ogni notte per mutilare le parti di te dentro di me. Prima che arrivasse il gelo, prima che arrivasse il freddo ci coprivamo con i nostri maglioni più pesanti e non ha più senso adesso che non è rimasto quasi niente di noi.
Sono così spontaneo nella mia distanza che quasi mi fai ridere quando mi parli dei tuoi tentativi di evasione e delle rassicurazioni d’onestà nei miei confronti mentre la notte la fuori scintilla di stelle che aspettano di essere prese da mani nuove per poi fuggire più lontano cambiare stagione e diventar comete.
E la società civile è così pacata ed ordinata, così sedimentata e poco arrabiata che mi fa sempre più tristezza con gli spyware al posto degli occhi e gli antivirus al posto del cuore e poi ancora non troverai nulla che non sai e non ti avranno mai.
La scelta è una menzogna ci sono solo costrizioni, interiori ed esteriori, e l’anima è al sicuro , rinchiusa nei margini neri del modello classico di un blog di blogger, ‘‘non gettare le tue perle ai cani a chi non crede affinché non ti sbrani ’’ , il computer che si lava la tastiera con le lacrime dei più sensibili e scrivere milioni di vocabolari monotematici sulla definizione ed eventuali sinonimi del termine insieme ma adesso non importa per adesso non mi appartieni.