Un teatro, una danza affascinante, l’ombra gigantesca che calpesta le persone, senza pietà, donne e uomini, giovani e meno giovani tutti pressati a terra tutti uccisi dalle movenze demoniache di un ombra, da una danza nuda irresistibile ed elegante applaudita dalle decorazioni sui soffitti e dalle facce barocche colte in risate volgari.
La musica si alza nessuno si sveglia. Melodie complicate, ritmi ossessivi, parole e voci che lapidano le coscienze, eppure nessuno si sveglia.
Il teatro animosi è il tempio della distruzione, l’inferno di marmo bianco, circondato da case distrutte e da balconi con ringhiere arrugginite.
La stessa ruggine che applichi sulle tue unghie. Incapaci ed inabili di fronte ai meccanismi delle mani.
Il collo e le labbra sono luminosi nel buio di una stanza che potrebbe essere la camera di uno dei più splendidi bordelli di una ricca Berlino, oppure il prato dell’eden di una notte senza tempo, ma niente piega più l’acciaio, niente è più così forte da far danzare le mani, o è solo l’ovatta dove sei rinchiusa che mi blocca. Intanto la verità frammentata gioca al tiro alla fune con le parti di me aspettando che quelle più deboli siano sconfitte e si dissolvano.
Quanto piangerai, quando i miei occhi non avranno più lacrime. Cadere giù. Scavare in fondo, sono il prodotto derivato da un inferno amato e in decomposizione. Disinfettato con la decomposizione stessa.
Il tuo crimine, è la verità, il tuo crimine e l'innocenza. Persa per sempre. L'illusione è più debole di sempre. Il cuore diventa nero, il sangue viola, volgari sono i movimenti di ali rotte, sporche e marce.
“Avrò per sempre gli occhi neri” vivrò per sempre nel buio diverrò un demone e poi morirò di vita immortale.
Pioverà sempre fiele sulla mia neve “avrò per sempre gli occhi neri’’.
Sarai solo la mia vittima, ‘’avrò per sempre gli occhi neri’’
Romperò tutti gli anelli delle catene che mi legano all’amare, ‘’avrò per sempre gli occhi neri’’ per sempre.
ATTENZIONE QUESTO BLOG HA CONTRATTO LA MENINGITE...
SE SIETE PERSONE SOGGETTE A FACILI TURBAMENTI TUTELATEVI NON LEGGETE..
SE SIETE PERSONE SOGGETTE A FACILI TURBAMENTI TUTELATEVI NON LEGGETE..
8 dicembre 2007
7 dicembre 2007
La soluzione, il piano M.E.R.D.A.
M. medicazione
E. e
R. riabilitazione
D. dell'
A. anima
Sono un genio, il mio cervello finalmente ha avuto un'illuminazione d'altri tempi, la soluzione a tutti i miei mali sarà il piano M.E.R.D.A.
Basta seghe mentali e non, adesso con questo piano sarò una persona libera e felice, sarò finalmente realizzato.
Ovviamente questo meraviglioso piano è brevettato, comunque se siete interessati all'acquisto contattatemi pure, si parte da 500 Euro!
Lo so che è poco, che questo piano (ovvero la ricetta della felicità e della libertà) lo dovrei far pagare molto di più ma sono troppo magnanimo e amo troppo le persone per stroncarle economicamente.
In virtù di questo accetto anche un pagamento in comode rate mensile da 2 euro!
Orsù dunque sbrigatevi che la M.E.R.D.A. ve la faccio pagare veramente poco.
E. e
R. riabilitazione
D. dell'
A. anima
Sono un genio, il mio cervello finalmente ha avuto un'illuminazione d'altri tempi, la soluzione a tutti i miei mali sarà il piano M.E.R.D.A.
Basta seghe mentali e non, adesso con questo piano sarò una persona libera e felice, sarò finalmente realizzato.
Ovviamente questo meraviglioso piano è brevettato, comunque se siete interessati all'acquisto contattatemi pure, si parte da 500 Euro!
Lo so che è poco, che questo piano (ovvero la ricetta della felicità e della libertà) lo dovrei far pagare molto di più ma sono troppo magnanimo e amo troppo le persone per stroncarle economicamente.
In virtù di questo accetto anche un pagamento in comode rate mensile da 2 euro!
Orsù dunque sbrigatevi che la M.E.R.D.A. ve la faccio pagare veramente poco.
6 dicembre 2007
Untitled #1
Camminare sui campi umidi in questo inverno
Le terre deserte coperte dalle gelate
I fiori che vivono solo sotto il nylon
Col calore dei generatori d'aria calda
alimentati dal carburante verde
Come stai?
Come stai?
Dal rosso al nero
Dal nero al bianco
Tutte le lacrime a scoprir le montagne di neve
Quanto candore ho trovato dentro di me
Ma infondo forse tutto questo è chiedere troppo
Ma infondo forse tutto questo è chiedere troppo
Le terre deserte coperte dalle gelate
I fiori che vivono solo sotto il nylon
Col calore dei generatori d'aria calda
alimentati dal carburante verde
Come stai?
Come stai?
Dal rosso al nero
Dal nero al bianco
Tutte le lacrime a scoprir le montagne di neve
Quanto candore ho trovato dentro di me
Ma infondo forse tutto questo è chiedere troppo
Ma infondo forse tutto questo è chiedere troppo
3 dicembre 2007
Pensiero astratto postindustriale
Perdersi nelle parole, cercando le chiavi anche se non ci sono porte, nelle frasi fatte, mettendo in upload la speranza, ci sono solo i monitor nei miei orgasmi senza grazia, i sentimenti ridisegnati, stilizzati, l'arte si paga con la vita senza vita, negli orologi che notano come si muove il tempo, le lancette che sono lame taglienti, ferire e deperire nelle consolazioni scarne e magre che fanno ingrassare. il mio ambiente è umido e fuori fa molto freddo in questa seconda metà d'autunno, un autunno dove le foglie sono morte troppo velocementee dove i marciapiedi sono più vuoti di sempre, con i bagni degli autogrill durubati dalla tua distanza, le reazioni violente per assaltare i contrabbandieri di alcool, i tuoi psicofarmaci interiori, il mio astio cangiante per le situazioni ibride. Lavorare nella libreria, lavorare in una zona industriale, lavorare per lavorare al riparo dai sogni, dalle molotov e dai centri sociali.
I ceti medi che disubbidiscono allo spirito proletario, rovistando nelle macerie e nella spazzatura, mentre il paesaggio osceno riempie il quadro vuoto, la sua cornice appesa al muro
Sensibilità deturpate, orgogli ridicolizzati, sensibilità lasciate a marcire come le confezioni di amore scauduto sulle scaffalature del discount. I centri commerciali nei tuoi occhi, il tuo navigatore che non ti riporterà mai da me, la tecnologia cronica e congenita, guardare i dirupi che portano al mare, guardare i dirupi che portano al male. Non è il tempo zero è solo il medioevo, Nessuno abbia fretta è solo il medioevo
1 dicembre 2007
''Per Giove o diocane o chi per lui''
‘’Ti farai una posizione sottoterra’’ questo è l’augurio il consiglio e l’esempio di lungimiranza di una delle persone che mi conosce di più e che mi vuole più bene, ti ringrazio S.
S. sarebbe la mia migliore amica e almeno qui non ci piove (S. sta per Sabrina devo scrivere S. perché credo che gli dia fastidio essere nominata comunque se volete delle informazioni private su di lei scrivetemi pure [no perditempo offresi pulizia e discrezione]). Ti voglio bene scema.
E in questo fine settimana ci si è messo pure il papa a rompere i coglioni con le sue stronzate sul marxismo e l'ateismo. E' vero hai ragione caro Benedetto I sono felice che ci sia la santa chiesa che ci libera dal male e c'è un diocane che ci salva.
Grazie giuro che domenica mattina rapino una banca poi vengo alla messa e faccio un'offerta. Così sei contento, così magari mi confesso pure e sopratutto ritrovo la fede.
Menomale che c'è ancora la musica che mi emoziona.
Venerdi notte a Bologna per vedere il sempre più mitico e geniale Vasco alias le luci della centrale elettrica.
Il vero Vasco nazionale e non quel maiale di Rossi.
Concerto bellissimo. Non c’è altro da dire. I pezzi nuovi che ho sentito mi stroncano le gambe e mi infiammano i piedi per i colpi che tiravo su uno scalino di ferro dalla rabbia.
Il problema è che non so con che coraggio guardare ‘’il cielo malconcio di Chernobyl da qui esprimere desideri’’.
E il tuo fottuto navigatore satellitare che mi è sempre stato sul cazzo.
‘’Fra 100 metri gira a destra’’praticamente non sa dire altro. Mai una volta che ti abbia riportato da me.
Giuro che se un giorno ti rifarò un regalo ti compro un navigatore satelittare con l'attacco usb per il cuore. Così mi ritrovi sempre.
E ''farò rifare l'asfalto per quando tornerai'' sperando che prima tu ti sloghi bene polsi e caviglie scivolando magari sui miei polmoni biodegradabili che si trovano su tutte le strade e le piazze del centro italia. Che forse fumo un pò troppo. Che forse respiro un pò troppo poco.
E quella ragazza fuori dall'estragon con ''i capelli che sono fili scoperti'', quella ragazza che fumava come non avevo mai visto nessuno che parlava ai cespugli, spero di rincontrarla. Che magari poi mi innamoro e risolvo tutto.
E mi libero dal veleno.
Spero guardiate un gran bel film. Spero che non vi fermiate solo li.
Spero che i toast siano buoni anzi buonissimi.
Spero che il tuo divano riconosca che non sono io e si rivolti ed inizi una rivoluzione contro di voi ed inizi ad arruolare fotografie, pelusche, il tuo letto e tutte le coperte che abbiamo sporcato, gli specchi del tuo bagno, la bilancia dove mi pesavo, tutti i miei regali e tutti i cd che parlano di noi per costituire un esercito invincibile, ''un esercito del sert'' che vi sconfigga.
E adesso esco ''come Mastroianni anni fa'' esco e vado al bar ''dalla lotta armata al bar'' che fra 100 metri giro a destra come vuole il tuo navigatore del cazzo e menomale che stasera piove così almeno la pioggia mi annacqua le molte bevute che farò. ''Bevi stai su'' come dice Cesare Basile in Closet Meraviglia.
Nei nostri abbracci le nostre parole come aperitivo, ''Cerca di star bene''; ''Anche te, fottiti''.
E mi raccomando magari anche andando a fare in culo o nel fondo schiena per non essere troppo volgari cerca di ritrovare te stessa e stai tranquilla che fra 100 metri giri a destra come vuole il tuo navigatore o i tuoi satelliti.
S. sarebbe la mia migliore amica e almeno qui non ci piove (S. sta per Sabrina devo scrivere S. perché credo che gli dia fastidio essere nominata comunque se volete delle informazioni private su di lei scrivetemi pure [no perditempo offresi pulizia e discrezione]). Ti voglio bene scema.
E in questo fine settimana ci si è messo pure il papa a rompere i coglioni con le sue stronzate sul marxismo e l'ateismo. E' vero hai ragione caro Benedetto I sono felice che ci sia la santa chiesa che ci libera dal male e c'è un diocane che ci salva.
Grazie giuro che domenica mattina rapino una banca poi vengo alla messa e faccio un'offerta. Così sei contento, così magari mi confesso pure e sopratutto ritrovo la fede.
Menomale che c'è ancora la musica che mi emoziona.
Venerdi notte a Bologna per vedere il sempre più mitico e geniale Vasco alias le luci della centrale elettrica.
Il vero Vasco nazionale e non quel maiale di Rossi.
Concerto bellissimo. Non c’è altro da dire. I pezzi nuovi che ho sentito mi stroncano le gambe e mi infiammano i piedi per i colpi che tiravo su uno scalino di ferro dalla rabbia.
Il problema è che non so con che coraggio guardare ‘’il cielo malconcio di Chernobyl da qui esprimere desideri’’.
E il tuo fottuto navigatore satellitare che mi è sempre stato sul cazzo.
‘’Fra 100 metri gira a destra’’praticamente non sa dire altro. Mai una volta che ti abbia riportato da me.
Giuro che se un giorno ti rifarò un regalo ti compro un navigatore satelittare con l'attacco usb per il cuore. Così mi ritrovi sempre.
E ''farò rifare l'asfalto per quando tornerai'' sperando che prima tu ti sloghi bene polsi e caviglie scivolando magari sui miei polmoni biodegradabili che si trovano su tutte le strade e le piazze del centro italia. Che forse fumo un pò troppo. Che forse respiro un pò troppo poco.
E quella ragazza fuori dall'estragon con ''i capelli che sono fili scoperti'', quella ragazza che fumava come non avevo mai visto nessuno che parlava ai cespugli, spero di rincontrarla. Che magari poi mi innamoro e risolvo tutto.
E mi libero dal veleno.
Spero guardiate un gran bel film. Spero che non vi fermiate solo li.
Spero che i toast siano buoni anzi buonissimi.
Spero che il tuo divano riconosca che non sono io e si rivolti ed inizi una rivoluzione contro di voi ed inizi ad arruolare fotografie, pelusche, il tuo letto e tutte le coperte che abbiamo sporcato, gli specchi del tuo bagno, la bilancia dove mi pesavo, tutti i miei regali e tutti i cd che parlano di noi per costituire un esercito invincibile, ''un esercito del sert'' che vi sconfigga.
E adesso esco ''come Mastroianni anni fa'' esco e vado al bar ''dalla lotta armata al bar'' che fra 100 metri giro a destra come vuole il tuo navigatore del cazzo e menomale che stasera piove così almeno la pioggia mi annacqua le molte bevute che farò. ''Bevi stai su'' come dice Cesare Basile in Closet Meraviglia.
Nei nostri abbracci le nostre parole come aperitivo, ''Cerca di star bene''; ''Anche te, fottiti''.
E mi raccomando magari anche andando a fare in culo o nel fondo schiena per non essere troppo volgari cerca di ritrovare te stessa e stai tranquilla che fra 100 metri giri a destra come vuole il tuo navigatore o i tuoi satelliti.
29 novembre 2007
Poi vieni o vieni fuori
abbi cura del tuo niente
perchè niente è come te
non ne trovi più l'uscita
non ne trovi più la meta
strafatta di cocaina e di morfina
assuefatta dalla verità
e scordati dei temporali e dei miei sogni
e scordati della pubblicità
ma abbi cura del tuo niente
perchè è niente quello che hai
e ci sono i tuoi tumori
negli umori che mi dai
rinchiusa nelle tue gabbie lisergiche
o racchiusa se ti va
e scordati l'estate e il vento
e scordati pure il fango
poi vieni o vieni fuori
che io non godo dei tuoi vestiti
e ancora vieni o vieni fuori
che io non godo dei tuoi mille volti
sui finestrini
delle nostre auto confuse nella nebbia
delle nostre auto rarefatte dalla nebbia
strafatta di cocaina e di morfina
assuefatta dalla verità
e scordati delle manie e di dimenticare
e ricordati di farmi male
poi vieni o vieni fuori
poi vieni o vieni fuori
poi vieni o vieni fuori
che io non godo dei tuoi vestiti
perchè niente è come te
non ne trovi più l'uscita
non ne trovi più la meta
strafatta di cocaina e di morfina
assuefatta dalla verità
e scordati dei temporali e dei miei sogni
e scordati della pubblicità
ma abbi cura del tuo niente
perchè è niente quello che hai
e ci sono i tuoi tumori
negli umori che mi dai
rinchiusa nelle tue gabbie lisergiche
o racchiusa se ti va
e scordati l'estate e il vento
e scordati pure il fango
poi vieni o vieni fuori
che io non godo dei tuoi vestiti
e ancora vieni o vieni fuori
che io non godo dei tuoi mille volti
sui finestrini
delle nostre auto confuse nella nebbia
delle nostre auto rarefatte dalla nebbia
strafatta di cocaina e di morfina
assuefatta dalla verità
e scordati delle manie e di dimenticare
e ricordati di farmi male
poi vieni o vieni fuori
poi vieni o vieni fuori
poi vieni o vieni fuori
che io non godo dei tuoi vestiti
23 novembre 2007
Polvere nera
Cristallo sporco intaccato in modo indelebile
Che forse ti conviene sembrar creatura vera
Ora sei pongo in totale assenza di mobilità
Che forse ti conviene sembrar donna fatale
Se poi io ti strappo i colori che ti hanno illuminato
Che se eri viva nella morte ti voglio morta nella vita
Sarà polvere nera
Mi hai detto tu che vuoi il volgare cambiamento
Errore tuo credermi perso nelle tue labbra
La libertà dentro di noi che da bambina hai distrutto
Nelle tue paure che col sentire mi hai nascosto
Che con me tu soffocavi ma se ti chiudo le vie cosa fai
Tu hai deciso il prezzo ora io scelgo quando lo pagherai
Sarà polvere nera
Uccidimi prima che puoi altrimenti morirai
Uccidimi prima che abbia fiato da ucciderti io
Uccidimi prima che puoi altrimenti morirai
Uccidimi prima che puoi o hai paura di morire
Che forse ti conviene sembrar creatura vera
Ora sei pongo in totale assenza di mobilità
Che forse ti conviene sembrar donna fatale
Se poi io ti strappo i colori che ti hanno illuminato
Che se eri viva nella morte ti voglio morta nella vita
Sarà polvere nera
Mi hai detto tu che vuoi il volgare cambiamento
Errore tuo credermi perso nelle tue labbra
La libertà dentro di noi che da bambina hai distrutto
Nelle tue paure che col sentire mi hai nascosto
Che con me tu soffocavi ma se ti chiudo le vie cosa fai
Tu hai deciso il prezzo ora io scelgo quando lo pagherai
Sarà polvere nera
Uccidimi prima che puoi altrimenti morirai
Uccidimi prima che abbia fiato da ucciderti io
Uccidimi prima che puoi altrimenti morirai
Uccidimi prima che puoi o hai paura di morire
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