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27 luglio 2012

poesia 27#

Rincorrere le vie di questa provincia
che freme di sangue che vomita birra
disfatta, fragile, intimidita aurora
reagisci a questa notte che cela
lucidi incubi che colano cera
sulla mente e suoi cardini
in cui non resta altro
che elemosinare gocce di sonno
allo straripare degli argini
in tiepidi frammenti costituiti
da sospiri al cloro

23 luglio 2012

''Carthago delenda est''


Cartagine dev'essere distrutta, Cartagine dev'essere distrutta, per il popolo romano, per la sua rigidà sovranità, perchè Roma e la sua integrità regnino su questo mondo, sarebbe una sventura concedere una sola possibilità a chi potrebbe cambiare le sorti della storia.

Cosi vanno le cose cosi non dovrebbero andare.

Spargere sale sulla neve a luglio, spargere sale sulla roccia senza età, contribuisco inconsciamente alla perpetua esistenza di questa massa uniforme di anime che sembrano salve.

Cosa si nasconde dentro gli occhi di una persona, mentre li guardi li scruti e non riesci a vedere altro che una timida pupilla tremante che aspetta la palpebra per nascondersi e riapparire diversa, meno nuda, meno attaccabile.

Come se fosse morte inspira, esala, si intona con il mio sguardo, mischiare i dolci martiri, farne una trama di seta, le mie prigioni sono queste, vivide e avide, non lasciano spazio a molto altro.
Ci fosse una sola cosa per cui bruciare.
Il mio pianto è d'acciaio per lei e al contatto con l'aria l'acqua si disidrata e perde consistenza, l'acqua diventa aria, lui diventa me, io non esisto più, cosa che cambia volto, colore al dolore che conosco, cosa che scuote l'albero della memoria e ne modifica l'approccio al suolo, la forma e l'intensità delle radici.
La sofferenza è condizione dell'umanità, la sofferenza è la porta chiusa della nostra stanza intima, feroce come la normalità che ci assilla, scura come quel segreto che ci portiamo dentro, mentre sogno Paolo e Francesca, sogno in nome del loro amore, sogno in nome del loro inferno

« Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende,
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende.
Amor, ch'a nullo amato amar perdona
,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m'abbandona.

Amor condusse noi ad una morte.
Caina attende chi a vita ci spense.
Queste parole da lor ci fuor porte. »


Fingere, morire, vivere in questo continente letale per le anime gonfie di grazia, questo continente reale e tangibile che solo un Dio tanto crudele quanto potente poteva disegnare su misura per noi, un vestito impazzito e perfetto, mi sposo col Cocito e immobile attendo che i suoi ghiacci pian piano mi trasformino da crisalide di speranza a farfalla meccanica.

La metamorfosi della luna è bellissima quando riempie il cielo, ma la sua pietà ci raggiunge solo quando copre il sole, nell'esclissi di chi o casa ci scalda ritroviamo l'importanza di provare a cercare cosa ci salva ed io non posso far altro che abbandonarmi nelle braccia di una verità così pulità che mi trafigge come fosse una lancia scagliata dalla mia anima.

ho speso tutto quello che sono per provare a raggiungerla e ora che sono incastrato a metà della via cumuli di follia mi bagnano gli occhi come lacrime e tempeste razionali obbligano i miei passi verso il vuoto, io non so più dove andare.

''un estate fa camminavo a sud di Cartagine
giochi d'ombra su le rovine a sud di Cartagine''

6 giugno 2012

Esterno giorno tramonto interno #1

Non sa di morte, sa di vita al contrario, pessimo sapore, agrodolce sapore. Tieni le redini e andrai lontano la dove battono le puttane ''ove udirai le disperate strida'', la differenza inconsistente tra il piacere e il dolore, tra il crimine e l'atto di fede.
Banalità profonde, superficiali menzogne, la mia corazza di velluto e sperma.
Irriverenti mancanze.
Se un medicinale avesse il potere di un dio ne sarei strafatto, ma non è così niente di surreale è come pensi, niente di surreale è come vorresti che fosse.
Esistono regole ancora perfettamente intatte, attaccabili ma intagibili, non si rinuncia a ferirsi non si rinuncia a colpire, si ottiene solo una consapevolezza superiore, si vedono solo i sottili fili rossi che suddividono con una geometria perfetta i limiti interni quelli esterni, e i diversi percorsi possibili.
Dovrei essere leale se il pensiero costante di lealtà mi riporta al passato, a te, a ciò che ho perso e che per un soffio, un attimo distratto ho solo creduto di riconquistare, dovrei, ma si sa che la città santa è solo una scusa, un rimedio per i poveri di spirito, un enigma che si risolve solo con un'altro enigma, i crociati riconquistarono Gerusalemme, la stapparono agli islamici, fu un massacro ingiusto e crudele fu un bordello nel nome del Signore, a pelle irrazionale ma guidato da un meccanismo estremamente razionale, il braccio ferisce ma è il cervello il vero autore del colpo e che così sia e che così so già che sarà per sempre.
Mentire, crescere, la gente, la necessità, piccolo stolto essere umano, barbaro dall'intelletto mediocre, contorto tanto da umiliarti da solo, ho lavorato molto per pensare così, per vedere così, mi sono cosparso di incenso, cenere e cinismo per ragionare così.
Malinconicamente mi appartengo, come nina, che lavora per un fine più grande, che si svende per un fine più grande. Ognuno usa ciò che può, ciò che può osare.
Più vedo e più non credo, c'è sempre una sottile ruga, un ghigno di tempesta nella mia testa, per cui è inutile contorcersi, è inutile spezzarsi e tenere la corda tra le mani, nella mia mente ogni cosa si fa rarefatta fino a quando non emerge dall'acqua come una medusa ed io seduto a riva, come un mobile con il mio tarlo nel legno, resto fermo ad osservare questo spettacolo meraviglioso, aspettando che il sole tramonti o affoghi nell'acqua.

3 giugno 2012

Lettera ad un amico

E' la chimica che ci guida in questo percorso limbico, dovresti saperlo, niente sorprese ora, qui tutto è conosciuto ed è questo che ci piace?
Domanda non risposta, come causa effetto-causa.
Io ho capito sai che ho bisogno di un deserto tu che ci vivi da anni sei un gran coglione a non cercare un oasi.
Riesco a vederti meglio ora, come tu riesci a vedere me, anche se non c'è speranza perchè si è frantumata in questi percorsi di vita un po' troppo normalizzanti, un po' troppo simili a serpi che strisciavano sui sogni, noi avremo un senso anche se non ci saremo.
Che sia starsene sotto degli alberi di un parco ad Agliana a farsi bombardare da Fiumani e a sparare stronzate o che sia stordirsi di prosecco prima di cena.
Io non ci stimo ma ti voglio un gran bene.

''Nelle mia mente
ogni cosa sopravvive in silenzio
sento l'attrito
di grida esiliate dal mondo.

Come frammenti pulsanti di vita
voci alterate si sono dissolte.
Dove i miei occhi le hanno chiamate,
dove i miei occhi le hanno chiamate,
dove il giorno ferito impazziva di luce,
dove il giorno ferito impazziva di luce''

23 maggio 2012

23 05 12

scendi un attimo dal controllo
aggrappati all'oscillazione
tu sei il crollo
e quello che comporta

precipitare
ferire

tetro esistere d'inferno

ho visto gocce infrangersi contro una pietra
ho visto una pietra scavata ma milioni di gocce

dove risiede il controllo non troverai mai la verità
quella che taglia
quella che scotenna

l'edilizia di impresa
le mie tasse sull'esistere
quanto mi costa questa fame

malizia e psicosi lieve
lenta che risale
verità che sei
desposta illuminante

colpevole io
pianterò le mie croci nei vostri giardini
quando voi dormite e vostri figli sognano

sarei un golgota inconsapevole
di cumuli di speranza

mentre la notte danza alle mie spalle
e il giorno aspetta le mie mani
mi accorgo di essere l'unica mia alba

ma non so se ho voglia di nascere



22 maggio 2012

La teoria del Caos

Sono ubriaco fradicio, volevo tu stessi meglio, volevo solo quello e invece niente, le mie azioni sono sempre all'opposto dei miei pensieri, è una costante. Non è giusto sai. Sono io.
Non c'è niente che non si pente in me, eppure non funziona, non funziona comunque.
Cazzo c'è di sbagliato in questo mondo, in questo modo attraverso cui vanno le cose. Porcodio che rabbia, e non posso fare niente, solo bere , fumare, bere , fumare, cercare un pò di passera insipida. Io che ho vissuto per l'amore. Io che vorrei l'amore. Io che l'ho sognato l'amore. Ho creduto in lui come un kamikaze crede in quello che lo ucciderà.
Tutta una vita in funzione dell'amore. Mi sono annullato per l'amore. Io non esisto per l'amore.
L'amore. L'amore.
Per me, per quello che mi da senso, per lei.
Dio liberaci dall'amore e saremo liberi. Dio se tu esistessi avresti una paura cane di me, perchè saresti un latitante e sicuramente ti scoverei, metterei a nudo la tua viltà e ti ucciderei, perchè tu sei un gran sadico del cazzo.
Che meravigliosa tristezza,  lei, lui, io, il mondo, il destino, il non destino, vedo tutto confuso, vedo che non vedo, vedo questa luce chiara fredda, immobile danzante, il caos etilico e le conseguenze che procura, parole a random, senza senso, tutto nasce per destabilizzare, piccolo povero rincoglionito essere umano dei miei coglioni, nenache pena mi fai, nemmeno un pò.
Sbanda e cresci. Cresci, crescere che significato volgare applicato alla mia personalità difettosa, miliardi di vocabolari, difettose espressioni, impressioni e malumori, i tuoi sguardi, razionalizzo, poi sento, poi testa china sui miei altari invisibili, servirebbe per un bisogno mal nutrito un grande gesto che a sua volta non servirebbe a niente, la brutezza della vera poesia, piegami a sorsi decisi, piegami e sarò salvo, io che non ho un fine, io che cerco sempre la fine per trovare un inizio, io solo per me, senza verità le bugie hanno le gambe corte, ingannami, insegnami a mentire, trafiggimi.
Disperatamente mio cuore senza sangue batti.